venerdì 5 settembre 2008

I VANDALI IN CASA CINQUANT'ANNI DOPO

Antonio Cederna
I VANDALI IN CASA CINQUANT'ANNI DOPO
a cura di Francesco Erbani
Laterza Editore, Bari 2006

Cinquant’anni dopo la prima edizione (1956), l’editore Laterza ripubblica il volume di Antonio Cederna, I vandali in casa. La nuova edizione è curata da Francesco Erbani, al quale, oltre ad una selezione intelligente dei saggi del volume originario, si devono una prefazione (Antonio Cederna e l’Italia sventrata, pp. V-XXXVI, vera e propria biografia intellettuale di Cederna oltre che preziosa guida al volume)e una postfazione (L’Italia possibile di Antonio Cederna, pp.255-272) nella quale si attualizza il contributo di Cederna e si mette in luce ancora la grande attualità dei messaggi contenuti in quest’opera.
Questo straordinario volume contiene infatti le prime prove sostenute in difesa del patrimonio storico artistico e ambientale del nostro paese da chi è ormai riconosciuto come il padre del movimento ambientalismo e di tutela in Italia.
Antonio Cederna(1921-1996), archeologo di formazione, si impegnò come scrittore e giornalista in una strenua campagna in difesa dei centri storici e del territorio italiani minacciati dalle spinte speculative e immobiliaristiche del secondo dopoguerra. Fu uno dei fondatori di “Italia Nostra” e collaborò con importanti giornali quali “Il Mondo”, il “Corriere della Sera”, l’ ”Espresso”, la “Repubblica”. Fu uno dei promotori del movimento che all’inizio degli anni ’60 pose con forza il problema dell’allargamento della tutela dai singoli monumenti ai Centri storici e al territorio.
Il volume ripropone alcune celebri battaglie condotte contro la cementificazione e la distruzione del nostro patrimonio storico artistico e ambientale del nostro paese: da quella per salvare l’Appia antica e Monte Mario, a quelli in difesa di Milano, Ravenna, Lucca, Venezia. La nuova edizione riproduce infine l’ultima sezione (l’Appendice) della prima edizione contenente tre saggi dedicati a L’architetto neo-romanesco (Armando Brasini), a Lo sventratore (Marcello Piacentini) e a Il Leviatano immobiliare (la Società Generale Immobiliare).
Anche se i testi riprodotti si riferiscono ad un arco temporale che sembra tanto lontano (1951 e 1956), il volume di Cederna risulta di sconcertante attualità. La sua denuncia dei danni tremendi della espansione delle grandi città, Roma in testa, a “macchia d’olio” senza una pianificazione che avesse come priorità la tutela dei beni comuni, risulta ancora attuale di fronte agli effetti odierni di quel fenomeno: la città diffusa e lo “sprawl”.
Si pensi, infine, ai connotati con cui Cederna tratteggia il ritratto dei “vandali in casa” da non intendere come eredi dei barbari che percorsero l’Italia all’indomani della caduta dell’Impero romano (quelli non hanno mai distrutto nemmeno un monumento!): I vandali che ci interessano sono quei nostri contemporanei, divenuti legione dopo l’ultima guerra, i quali per turpe avidità di denaro, per ignoranza, volgarità d’animo o semplice bestialità, vanno riducendo in polvere le testimonianze del nostro passato: proprietari e mercanti di terreni, speculatori di aree fabbricabili, imprese edilizie, società immobiliari industriali commerciali, privati affaristi chierici e laici, architetti e ingegneri senza dignità professionale, urbanisti sventratori, autorità statali e comunali impotenti o vendute, aristocratici decaduti, villani rifatti e plebei, scrittori e giornalisti confusionari o prezzolati, retrogradi profeti del motore a scoppio, retori ignorantissimi del progresso in scatola.
Basta guardarsi attorno per capire quanto questi vandali siano ancora fra di noi, appunto li abbiamo “in casa”.
E dobbiamo essere grati a Francesco Erbani per averci riproposto quell’Italia possibile vagheggiata da Antonio Cederna, per la quale occorre ancora oggi batterci strenuamente.

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