giovedì 23 maggio 2013

Project Financing


Pubblichiamo una sintesi dell'intervento di Ivan Cicconi al convegno del 22 Gennaio 2013 

SANITA' E PROJECT FINANCING
PIU' DEBITI MENO SERVIZI
Clicca qui per scaricare il documento

venerdì 17 maggio 2013


C.U.B. Sanità
Firenze
Medicina Democratica Firenze
perUnaltracittà
Firenze
Comitato SanSalvichipuò Firenze

vi invitano

venerdì 24 maggio – ore 16,00
Sala del Dopolavoro Ferroviario di S.M.N.
Via Alamanni, 4/a
DAL DIRITTO ALLA SALUTE ALLE LOGICHE DI BILANCIO
La Sanità tra grandi spese inutili e tagli ai servizi essenziali
Privatizzazione, cattivo utilizzo delle risorse e degli operatori,
conflitti di interesse, purtroppo talvolta anche malaffare,
violano pesantemente il diritto alla salute pubblica e universale garantito dalla Costituzione,
su questo si deve (e si può) intervenire

Dopo una breve introduzione a cura del Comitato SanSalvichipuò e perUnaltracittà ne parliamo con:
- Dr. Ottavio Davini: Il prezzo della salute
(Direttore dell’unità operativa di Radiologia del Pronto Soccorso dell’ospedale Molinette – Torino
autore del libro “Il prezzo della salute”, Ed. Nutrimenti 2013, http://www.repubblica.it/rubriche/passaparola/2013/05/01/news/prezzo_salute-57816248/ )

- prof. Raffaele Ascheri: Luci e ombre della sanità toscana
Ha svelato per primo gli scandali del "groviglio armonioso" di Mps e della Sanità toscana dalle pagine del suo blog (http://ereticodisiena.blogspot.it)
 
- Luca Martinelli: I quattro nuovi ospedali toscani e il loro costo

- Lo smantellamento dei servizi sanitari pubblici e la difesa della salute nelle realtà locali
coordinano Paola Sabatini (CUB - Sanità ) e Gino Carpentiero (Medicina Democratica)
Interventi da : Firenze, Pisa, Viareggio, Massa, San Marcello Pistoiese.

promuovono:
Medicina Democratica Firenze - http://www.medicinademocratica.org/wp/
perUnaltracittà - lista di cittadinanza attiva - http://www.perunaltracitta.org/
Comitato Sansalvichipuò - http://firenzecomitatosansalvi.blogspot.it/

sabato 27 aprile 2013

Manifestazione d'interesse collettiva


Urbanistica, "Manifestazione d'interesse collettiva" partecipata
Movimenti e comitati contestano la visione privatistica imposta dal Comune di Firenze

Con la delibera del 29/01/2013 la giunta comunale istituisce il meccanismo della “manifestazione d'interesse”: la possibilità, cioè, che i proprietari di aree superiori ai 2000 mq definiscano i loro progetti su queste aree. Nei fatti l'amministrazione pubblica rinuncia al proprio ruolo dando mandato ai privati di ridisegnare la città considerato che la totalità di queste aree ammonta a più di 1 milione di mq. Tutto ciò, peraltro, in contraddizione con le modalità messe a punto dalla Regione Toscana con la legge 40/2011. Non siamo d'accordo. Pensiamo che il Piano Strutturale e il conseguente Regolamento Urbanistico non possano prescindere da un'idea di Firenze sostenibile e a misura d'uomo.

Per questo motivo Venerdì 19 alle 11.30 è stato presentato all'assessorato all'Urbanistica (via del Castagno) la “manifestazione d'interesse collettiva” dei comitati e situazione di base che vi hanno aderito:
Csa Next-Emerson, Comitato SanSalvichipuò, Comitato di cittadini viale Belfiore-Marcello, Comitato ex-Panificio Militare, Comitato giardino dei Pazzi,  
perUnaltracittà-lista di cittadinanza, Spazi Liberati-lotte locali e proposte dal basso.

In questa scheda illustriamo i motivi e nel dettaglio la nostra proposta. 

Questa scheda, invece, riporta solo le nostre proposte su San Salvi.

 FIRENZE: presidio assessorato urbanistica 19 aprile 2013

giovedì 4 aprile 2013

Il punto su San Salvi

L'intervento di Antonio Fiorentino al convegno sul recupero Area ex-manicomio San Salvi
svoltosi a Firenze il 9/2/2013

SAN SALVI a Firenze: UNA BUONA REALTA' E' POSSIBILE

domenica 10 marzo 2013

segnaliamo


ASSEMBLEA PUBBLICA
"per una gestione dei rifiuti senza inceneritori"

VENERDI' 15 MARZO 2013 ORE 21.15
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PONTASSIEVE
Via Tanzini, 30 – Pontassieve (FI)
Interverranno:

·     Ivan Cicconi: aspetti economici e societari
·     Claudio Tamburini: piano interprovinciale-aspetti legali
·     Fabrizio Bertini: alterpiano: un'alternativa
·     Gianluca Garetti: danni alla salute e all'ambiente degli inceneritori di ultima generazione
con la partecipazione del disegnatore:
·     Lido Contemori
E' stato invitato Alberto Bencistà *, Sindaco di GREVE in CHIANTI, primo comune della Provincia di Firenze che ha aderito alla strategia "Rifiuti Zero".
Durante la serata si continueranno a raccogliere le firme per ribadire la contrarietà dei cittadini alla costruzione dell' inceneritore di Selvapiana.
I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE
Sono stati invitati gli amministratori locali
Rete Ambientale Valdisieve
                                          Associazione Valdisieve – Comitato Valdisieve                                        
Associazione Vivere in Valdisieve
* (in attesa di conferma)
--
Associazione ValdiSieveLoc. Selvapiana, 45
50068 - Rufina (Firenze) Italy
Tel.055 8369848 - Fax 055 8316840

assovaldisieve@gmail.com  -- http://www.assovaldisieve.blogspot.com/  
vieni a trovarci su facebook > http://www.facebook.com/assovaldisieve?ref=profile 

dalla stampa

Segnaliamo l'articolo "Maiano, area naturale da preservare" uscito sul quotidiano La Nazione del 2/3/2013

Clicca qui per leggere l'articolo

venerdì 1 marzo 2013

S.O.S. MAIANO cosa sta avvenendo al parco … ?




   All'interno del perimetro dell'ANPIL del torrente Mensola, subito dopo il borgo di Maiano, al di là della sbarra che chiude la strada sterrata per l'accesso ai parchi del Mensola e di Monte Ceceri e dalla quale si dipartono i sentieri che li attraversano, si stanno attuando pesanti interventi. Questi legittimano le preoccupazioni già espresse più volte dal nostro Comitato e dai cittadini circa le minacce che gravano sull'integrità e la preservazione di questi luoghi che, viceversa, dovrebbero essere rigidamente tutelati, così importanti per la bellezza e l'armonia che li caratterizzano.

        Gli interventi in questione riguardano l'allargamento del primo tratto della strada sterrata, l'apertura di ampi spiazzi (prossimi parcheggi?) sia sul lato destro che guarda panoramicamente la valle del Mensola, che su quello sinistro a ridosso delle cave di Maiano, con conseguente taglio di alberi, arbusti e varia vegetazione spontanea che coronava di verde la strada dei due parchi.

        Il pensiero va immediatamente al famigerato progetto, avallato dalla Giunta Comunale di Fiesole, di "valorizzazione" turistica della zona parco, con la trasformazione della strada suddetta in "strada-parco" carrabile, cioè aperta alle auto, parcheggi, aree attrezzate, che comprometterebbero irreparabilmente le qualità più apprezzate di questi luoghi: il silenzio, la pace, il contatto con la natura, in un ambiente così a breve distanza ma anche così appartato dalla vita frastornante e caotica della città.

        Ribadiamo a nome di tutti i cittadini che frequentano e amano questi luoghi la più totale opposizione a interventi che non siano opere di manutenzione, nella speranza che questo incantevole angolo di mondo, ricco di natura e storia, non venga in nessun modo alterato, snaturato e omologato ad una fruizione consumistica e banale; tanto più che il suo inserimento fra le ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) della Provincia di Firenze dovrebbe costituire un'ulteriore garanzia in questo senso.

domenica 17 febbraio 2013

Dalla stampa

LA NAZIONE 11/2/2013
San Salvi, incontro sul recupero Dubbi sulla vendita dell'area

«MA QUAL'È quell'imprenditore così matto da tirare fuori di tasca dagli 80 ai 120 milioni di curo per comprarsi l'area di San Salvi?». La domanda è stata posta da un docente di architettura che da anni studia insieme ai suoi studenti come recuperare l'intera zona. Il professor Marco Massa ha fornito anche la risposta. «In realtà l'Azienda sanitaria fa tutta questa operazione di `finta vendita' solo per iscrivere in bilancio l'ipotetico incasso. Dell'area (320mila metri quadrati di cui 38mila edificati) l'AsI ne potrà vendere, sì e no, il 25 o il 30 per cento. Con questa cifra - conclude il docente di architettura - si potrebbe finanziare il recupero pubblico e sociale del resto, non certo dell'ospedale di Torregalli».
L'analisi del professor Marco Massa è uno dei primi risultati del convegno che è stato organizzato dal Partito democratico e che si è svolto sabato sera sul futuro e sul recupero dell'ex manicomio giudiziario. L'incontro di sabato, durante il quale sono state presentate le esperienze simili di varie città italiane, ha visto la partecipazione anche dello psichiatra Franco Rotelli (dell'equipe di Basaglia) che ha raccontato come è stata recuperata l'area di Trieste.

sabato 2 febbraio 2013

Carnevale dei disastri


lunedì 21 gennaio 2013

ATTENZIONE

ATTENZIONE: l'appuntamento
Salvaguardare il diritto alla salute è un impegno di tutti
SANITA’ E PROJECT FINANCING:
PIU’ DEBITI e MENO SERVIZI
si terrà a Firenze nella sede Arci in piazza de' Ciompi 11,
per problemi sorti con l'agibilità di Palazzo Vecchio (!)
sempre martedì 22 gennaio, ore 16,30

sabato 19 gennaio 2013

San Salvi: lo sgombero forzato dei GIRASOLI



      

Dai quotidiani locali di questi giorni apprendiamo che l’ASL fiorentina ha sgomberato i Girasoli, residenza socio sanitaria per pazienti psichiatrici. Le è così riuscita l’operazione che aveva tentato l’anno scorso con la RSA Le Civette, lì in parte fallita per l’opposizione dei parenti, degli operatori e degli stessi ospiti.
         L’Azienda infatti tende a “liberare” gli edifici dai pazienti, per rendere più appetibile ai privati l’acquisto dell’area di San Salvi.
         Le Civette risultano essere una struttura d’eccellenza, per essa l’ASL ha speso soldi pubblici con ottimi risultati. Ha abbandonato invece al progressivo degrado i Girasoli. La responsabilità delle loro condizioni indecenti non ricade certo né sui pazienti né sugli operatori, ma su chi doveva curarne la manutenzione, con spese certamente minori quando il deterioramento strutturale era agli inizi: cioè sulla dirigenza ASL (nel recente passato l’ing. Marroni, quando era assessore alla Sanità regionale Rossi e presidente della Regione Martini; attualmente Marroni è stato promosso ad assessore alla Sanità e Rossi a presidente della Regione…….. ).
         La deportazione dei degenti è avvenuta in modi che non è eccessivo definire barbari: da un giorno all’altro, senza alcuna preparazione né tanto meno partecipazione degli interessati né dei lavoratori della cooperativa lì occupati. Non c’è stato alcun progetto che implichi cura, rispetto o semplicemente attenzione per pazienti il cui delicato equilibrio è molto legato alla relazione stabile con gli operatori che li assistono, con i compagni, con l’ambiente che li accoglie.  Alcuni abitavano lì da una ventina d’anni! Per loro non è valso quel “principio di territorialità” con cui Marroni aveva difeso l’acquisto da parte dell’ASL di Villa Iris – costato 3 milioni più 1 di ristrutturazione – per sistemarvi 9 pazienti 9,  principio per cui non potevano essere spostati dal territorio dove si erano integrati. Si ricorda che su Villa Iris così come sulla struttura acquistata nel 2010 in via Ponte di Mezzo per lo spostamento dei Girasoli, è in corso un’indagine della Procura della Repubblica.
         I “residenti” ai Girasoli  sono stati divisi e sbattuti parte all’Antella, parte al Guarlone, perdendo i loro riferimenti strutturali, ambientali  e, in parte, le relazioni fra loro e con gli operatori che conoscevano da anni.
         Ma perché scandalizzarsi o indignarsi? La A di A.S.L. significa Azienda, e un’azienda ha ben altre priorità che i bisogni e la cura dei cittadini. Fino a quando?

lunedì 14 gennaio 2013

Convegno

Comitato SAN SALVI CHI PUO’
PerUnaltracittà  - Firenze
C.U.B. Sanità - Firenze
Medicina Democratica - Firenze

Salvaguardare il diritto alla salute è un impegno di tutti


martedì 22 gennaio, ore 16,30
Sala delle Miniature, Palazzo Vecchio

SANITA’ E PROJECT FINANCING:
PIU’ DEBITI e MENO SERVIZI
 Finanza allegra e spese incontrollate delle ASL che comportano inevitabilmente diminuzione dell’assistenza e aumento delle spese per chi si ammala. Ne parliamo con

IVAN CICCONI
uno dei massimi esperti nel campo dei meccanismi e degli strumenti finanziari per l’uso - e l‘abuso – delle risorse pubbliche

GINO CARPENTIERO
Medicina Democratica Firenze

 Presenta 
ORNELLA DE ZORDO perUnaltracittà

Introducono
GIANDOMENICO SAVI (Comitato San Salvi chi può)
PAOLA SABATINI (Cub-Sanità Firenze)


Guarda i link:
RAI Report - La finanza e il progetto (video) - Ecco la sanità del futuro.
Altreconomia – gennaio 2013 – La Cura: sanità e nuovi ospedali

sabato 12 gennaio 2013

Trashed

Segnaliamo

venerdì 7 dicembre 2012

Tra inchieste e sprechi SAN SALVI SCIPPATA AI CITTADINI


    Ancora in questi giorni, sul Corriere fiorentino, un articolo annuncia ai cittadini la vendita di S. Salvi con la stessa sbrigativa motivazione di sempre: i soldi servono per ricostruire Torregalli. Anni fa servivano per S. Maria Nuova… Insieme a San Salvi  sarebbero in vendita l’edificio dell’ex Bice Cammeo, in via Aldini, e parte del complesso di Santa Rosa in cui è in forse la permanenza del presidio sanitario, utilissimo nel quartiere, che si vorrebbe trasferire allo IOT sul viale Michelangelo (sic!).
        La ASL, il Comune e la Regione, pienamente d’accordo, non hanno mai uno straccio di argomentazioni più approfondite per giustificare la svendita di questi beni che non sono di loro proprietà, ma della intera collettività. E non hanno nemmeno il pudore di dare uno stop ai progetti insensati di strutture megagalattiche divoratrici dei soldi dei cittadini che chiedono anni per essere costruite e troppe rimangono incompiute.
        Nessuna autocritica sulla gestione rovinosa della sanità (le regioni, in particolare, risultano le maggiori responsabili dello spreco di danaro nel settore sanitario); nessuna analisi critica su come finiscono i grandi ospedali e sugli strumenti finanziari come il project financing moltiplicatore di costi (fino a 8 volte quello iniziale) che aziende sanitarie hanno utilizzato a gogò con impressionante leggerezza e incompetenza.
        Con il suo buco di 420 milioni, Massa insegna e forse è solo la punta dell’iceberg!
        Nonostante questo quadro, fra scandali e inchieste della magistratura, si continua a depauperare il patrimonio immobiliare con operazioni di svendita che favoriscono solo la speculazione e i privati, riducendo progressivamente i servizi. Da Monti a Marroni si sostiene che la sanità va ”ristrutturata al meglio” e il meglio si traduce nell’attacco all’assistenza sanitaria pubblica e al diritto alla salute.
        L’assessore Saccardi, intervistata in quell’articolo, ci tiene a dire che non c’è “nessuna sfrenata speculazione sull’area, ma solo riqualificazione per farla vivere dai cittadini…”. Sa cosa dice l’assessore quando afferma queste cose? Il degrado a cui fa cenno è opera deliberata delle istituzioni (*) e non saranno certo le nuove abitazioni a rianimare il luogo e a salvaguardare il Parco. Anzi ci sarà la corsa alle recinzioni, alla difesa della proprietà privata contro le possibili incursioni degli estranei. Se voleva rianimarlo poteva prendersi la briga di esaminare i tanti progetti di recupero su San Salvi  e  quello che è stato fatto in Italia degli altri ex manicomi. Si sarebbe resa conto che le potenzialità di  San Salvi sono tante e plurivalenti da poter aspirare ad essere un centro medico di eccellenza internazionale, a essere luogo di una intelligente riorganizzazione dei servizi sanitari a scala urbana e di quartiere; ad accogliere forme di edilizia sociale, di autorecupero, di cooperative edilizie con giovani operatori, alla riorganizzazione della colonia agricola, per la formazione di orti urbani e di un mercato contadino a disposizione del quartiere. Si potrebbero coinvolgere i cittadini nelle proposte affidando loro anche la gestione o la manutenzione del sistema del verde e degli spazi pubblici. Insomma San Salvi come Laboratorio di sperimentazione urbana a livello europeo con grande vantaggio sul quartiere e sulla città. Una riqualificazione vera e non la solita litania della svendita e delle nuove abitazioni inutili che degrada la zona, la strangola nel traffico e nell’inquinamento.
        Quanto al rispetto del Piano Strutturale a ”volume zero” (vedi allegato) nella misera proposta della ASL, l’assessore Meucci, anch’essa intervistata nell’articolo, dovrebbe leggerselo e farsi un po’ di conti prima di ripetere il mantra del Sindaco Renzi. Avrebbe delle belle sorprese.




domenica 2 dicembre 2012

SAN SALVI A FIRENZE: padiglioni della vergogna o vergogna della gestione?


         Il calvario degli ex pazienti dei Girasoli e del Giardino delle Rose (nomi così lontani dalla realtà che suonano come uno scherno) sembra non finire mai.
        Minacciati due anni fa di essere trasferiti/deportati nella parte opposta della città in violazione del principio della territorialità (rimanere cioè all’interno di un contesto sociale, fisico e relazionale conosciuto per non aggravare la loro condizione), oggi, come si legge nell’articolo di Repubblica (28.11.2012), in procinto di essere sparpagliati come fogli bianchi in più strutture della città e/o fuori perché la ASL,  tirata in causa dai precedenti articoli di Repubblica sulla scandalosa condizione di degrado di questi edifici, ritiene che il risanamento a cui sarebbe stata  obbligata nel tempo, e mai fatto, è troppo oneroso. (Non ha invece ritenuto oneroso il costosissimo restauro di Villa Fabbri sede della Dirigenza ASL dentro S. Salvi, né di Villa Iris).
        Così, senza fare una piega, l’ASL si accinge a risolvere a giorni la questione nel solito modo, prescindendo dalle persone e dalle ripercussioni che questi cambiamenti possono avere sulla loro vita.
        I residenti sono circa 70, non pochi e, come abbiamo detto più volte nei nostri comunicati, soggetti fragili dal punto di vista delle condizioni di vita e di salute. Più di altri bisognosi di attenzione. Ma per la ASL sono vuoti a perdere  e si possono spostare a piacimento da un giorno all’altro senza pensare a soluzioni intermedie meno destabilizzanti. 
        Altro problema è in quali strutture si spostano. Ancora ieri nessuno, né ospiti, né operatori le conoscevano. Altre Residenze assistite pubbliche all’infuori delle Civette non esistono perciò è pensabile che per l’ennesima volta si conti sul privato a pagamento. A carico di chi? Sono tutte domande che rivelano un modo di agire dell’ASL che si commenta da solo: colpevole incuria, mancanza di un piano organico di intervento con al centro gli uomini e le donne, gravi carenze gestionali, sperpero del denaro pubblico e, come in tutte le altre ASL, la disposizione a favorire operazioni speculative piuttosto che prendersi realmente cura della persona sofferente. Il tutto nel silenzio connivente della Regione e del Comune per quanto rientra  nella loro competenza. Nell’articolo citato, il giornalista  porta a sostegno del trasferimento anche il fatto che le strutture ospitanti non hanno l’accreditamento, cioè “non rientrano nei canoni previsti dalla Regione per l’assistenza sanitaria” senza domandarsi come mai la Regione non ha mai controllato, non ha mai richiesto l’adeguamento o se lo ha chiesto come mai non  si è provveduto.
        Questo si spiega nella logica speculativa e spietata che presiede alla volontà di vendere/svendere S. Salvi invece di recuperarlo in funzione sanitaria e sociale come ce ne sarebbe bisogno per quel quartiere e per la città tutta. Solo così si sarebbe evitato il degrado della struttura e delle condizioni di vita degli ex pazienti  dell’ospedale psichiatrico.
        Ogni persona normale di fronte a questa situazione dovrebbe scandalizzarsi e preoccuparsi  di quale trattamento gli sarà  riservato se la salute comincerà ad avere dei problemi. Nessuno potrà essere sicuro che non lo riguardi.
        La toscana felix anche sulla sanità sta perdendo il suo smalto e la riforma annunciata dall’Assessore Marroni  non può che peggiorarla.
        Non si tratta solo di padiglioni della vergogna, ma della vergogna di una gestione complessiva.

giovedì 8 novembre 2012

A proposito di Florens 2012


A proposito della partecipazione del prof. Asor Rosa e del prof. Magnaghi ai convegni promossi dalla Fondazione Florens 2012, riteniamo che i dubbi espressi da Eros Tetti non siano privi di fondamento. Come sappiamo la Fondazione annovera tra i suoi soci fondatori, sostenitori e sponsor, proprio alcuni di quei soggetti protagonisti di politiche ambientali devastatrici, dalle grandi infrastrutture divoratrici di territorio e denaro, agli inceneritori, dai mega aeroporti alla escavazione distruttrice di interi bacini montani, ecc. Ormai da tanti anni ci battiamo contro questi progetti, e francamente ci sembra ben strano che due nostri esponenti vadano nella tana del lupo a sostenere “LA DIFESA DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO, CONDIZIONE IRRINUNCIABILE DI UNA NUOVA FASE DELLA CIVILTÀ UMANA”. A quale uditorio saranno rivolte le loro riflessioni? In quale contesto saranno inserite? 
Non è forse vero che da anni illustri studiosi pubblicano ricerche ricche di dati e inconfutabili sulle insensatezze devastatrici delle attuali politiche territoriali, tanto care proprio ai soggetti promotori di Florens e ai loro sostenitori, unici beneficiari del denaro pubblico bruciato per attuarle? A che pro insistere ancora una volta, prestando il fianco ad una operazione che li fa risultare attenti e democratici ascoltatori di ogni elaborazione di pensiero?
A nostro sentire sarebbe messaggio politicamente molto più efficace e rivolto ad una platea ben più ampia  e realmente interessata alle sorti dei paesaggi e del buon vivere il ritirarsi motivato di riconosciuti protagonisti del neoambientalismo contemporaneo da una iniziativa le cui finalità ci sembrano a dir poco ambigue. 

mercoledì 7 novembre 2012

Firenze 10+10, Unire le forze per un’altra Europa


Il nostro comitato aderisce a “Firenze 10+10"

8-11 novembre  Fortezza da Basso di Firenze.


martedì 6 novembre 2012

SPECIALE SAN SALVI SU CONTRORADIO

I comitati: intervento che snatura l'area
Chille: "fare di più per la memoria" 
Saccardi: "per volumetrie c'e' tempo, entro dicembre protocollo"

Nello speciale curato da Domenico Guarino, interventi dell'assessore Saccardi, di Claudio Ascoli di Chille del la Balanza e di Giandomenico Savi del Comitato San Salvi chi può.

per ascoltare

martedì 30 ottobre 2012

comunicato stampa

SAN SALVI: VITE DI SCARTO e direzione sanitaria fantasma
  
E’ da anni che ormai denunciamo il grave stato di abbandono e di degrado dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi, delle sue strutture edilizie, del sistema del verde storico del Parco, e non ultimo, dello stato di assoluto deterioramento di alcuni padiglioni che ospitano, in residenza protetta, sia gli ultimi ricoverati dell’ospedale (con 40 – 50 anni di reclusione) che i nuovi assistiti.
In un recente articolo, Maria Cristina Carratù ha riportato drammaticamente all’attenzione della città le gravi condizioni di sopravvivenza di queste persone: “Un monumento alla decadenza, all’indecisionismo, alla pulsione allo spreco: reti sfilacciate alle finestre, intonaci a pezzi, dentro e fuori, soffitti e muri quasi marci da cui gronda acqua quando piove, fili elettrici a vista, pavimenti rammendati con passate di cemento e mattonelle trovaticce. Di fronte, quasi a spregio, l’edificio perfettamente ristrutturato degli uffici della ASL”.
Addirittura si arriva ad ammettere che il padiglione dei ricoverati di fatto è “privo dei requisiti minimi necessari per l’accreditamento come struttura psichiatrica fissati dalla Regione Toscana”, giustificando tale deprecabile situazione con una generica “confusione gestionale” dovuta a perversi intrecci normativi “motivo per cui ogni risanamento è stato sempre rimandato”.
La considerazione della ASL per questa persone, a cui la vita e la società non hanno risparmiato sofferenze e dolori, non ha bisogno di commenti. I fatti parlano da soli ed evocano situazioni e ricordi che una società cosiddetta civile e le sue istituzioni non dovrebbero mai più tollerare. Questa indecente incuria si è incrementata anche negli anni in cui Marroni era dirigente dell'ASL fiorentina e Rossi assessore alla Sanità toscana. Attualmente il primo è assessore alla Sanità toscana e il secondo presidente della Regione....
Ancora una volta siamo di fronte a pesantissime carenze gestionali da parte delle amministrazioni pubbliche responsabili dell’intera area. Ormai l’abbiamo capito: per l’ASL, il Comune e la Provincia lo straordinario Parco di San Salvi è solo un peso ingombrante di cui vorrebbero liberarsi al più presto offrendolo al primo speculatore che viene a tiro, nel frattempo donne, uomini, cose, possono andare in malora. E non è un caso che Renzi, Rossi, Marroni da anni recitino il mantra ossessivo della svendita di San Salvi, mentre non sono in grado di approntare uno straccio di progetto che recuperi e potenzi le straordinarie qualità architettoniche e ambientali dell’area.
Non possiamo più sopportare questa latitanza degli amministratori. In questi anni non sono certo mancate le proposte, da quelle della Fondazione Michelucci a quelle dell’Università, del nostro Comitato e dei cittadini nelle assemblee di base: San Salvi potrebbe diventare un centro di eccellenza internazionale nel campo della Psichiatria, potrebbero essere riorganizzati i servizi sanitari a scala urbana e di quartiere, razionalizzando anche le spese dell’ASL, potrebbero essere avviate forme di edilizia sociale, di autorecupero, di cooperative edilizie con giovani operatori, rispondendo in maniera efficace alla fame di abitazioni e di lavoro che imperversa in città, potrebbe essere riorganizzata la colonia agricola e la formazione di orti urbani e di un mercato contadino a disposizione del quartiere, si potrebbero coinvolgere i cittadini nella formulazione delle proposte affidando loro anche la gestione o la manutenzione del sistema del verde e degli spazi pubblici.
Grazie a queste potenzialità San Salvi potrebbe diventare un Laboratorio di sperimentazione urbana a livello europeo con un costo sicuramente inferiore e molto più produttivo dello sperpero di danaro pubblico "in quel fare e disfare inconcludente" di ASL  e amministratori pubblici, capaci solo di tagliare servizi e opportunità per i cittadini.

domenica 21 ottobre 2012

FIRENZE CITTA' IN SALDO

Azione contro la svendita del patrimonio pubblico
Anche Firenze aderisce alla giornata nazionale contro la svendita del patrimonio e dei beni pubblici lanciata da "Abitare nella crisi" (abitarenellacrisi.noblogs.org).
Oggi 20 ottobre, movimenti e realtà fiorentine si ritrovano al piazzale Michelangelo e impediscono la vista del panorama con uno striscione lungo 120 m dove è scritto in diverse lingue: TUTTO QUELLO CHE VEDI E' IN VENDITA!
Questo a significare che la città sta diventando inaccessibile ai suoi abitanti e riservata a pochi privilegiati.
FIRENZE CITTA' IN SALDO

lunedì 3 settembre 2012

I saggi (ignorati) di san salvi


venerdì 31 agosto 2012

SAN SALVI


HANNO FRETTA DI SVENDERE E MASSACRARE UNO DEI PIU’ GRANDI PATRIMONI PUBBLICI DELLA CITTA’.

L’ex manicomio di San Salvi con il suo parco, un bene culturale e uno dei luoghi simbolo della memoria cittadina, di altissimo pregio ambientale e di notevole valore architettonico , grazie alla politica del governo Monti di svendita generalizzata del patrimonio pubblico, al di fuori di ogni vincolo ambientale e regola urbanistica ( non si richiede nemmeno una variante urbanistica per il cambiamento di destinazione), e ai suoi convinti esecutori di centrosinistra dal presidente Rossi, al sindaco Renzi, fino al famigerato depauperatore del patrimonio ASL ed ex direttore generale ora assurto all’assessorato regionale alla sanità, Marroni, verrà in gran parte lottizzato e trasformato in residenze di lusso.
Così un complesso con grandi potenzialità di recupero sociale e ambientale, strategico per migliorare l’assetto urbanistico e le condizioni di vita dei cittadini, viene gettato, in pasto alla speculazione privata, destinandolo all’ennesimo incremento del mercato abitativo privato, già saturo di case sfitte e invendute, di cui la nostra città non ha minimamente bisogno; mentre essa necessita, per contrastare il degrado civile e sociale, di nuovi centri di aggregazione e relazione urbana e di servizi di quartiere, di cui proprio San Salvi, per strutturale conformazione, costituisce un contenitore ideale.
Una vocazione pubblica, suscettibile di sapienti trasformazioni coerenti con la memoria del luogo e con la valorizzazione e fruizione collettiva del parco storico, obiettivi totalmente incompatibili con la sua estesa privatizzazione, con il carico urbanistico di 200 nuovi appartamenti e il conseguente aumento di flussi di mobilità che investiranno inevitabilmente il parco e tutta l’area circostante.
A nulla, dunque, sembra valso l’impegno di anni della cittadinanza, la raccolta di migliaia di firme per scongiurare un uso improprio di San Salvi, la tensione partecipativa e propositiva di comitati, università e associazioni. La parola d’ordine è vendere tutto ciò che lo stato possiede, il pretesto, la procurata violenta crisi finanziaria, atta a convincere che solo così si possono garantire alcuni servizi e risanare il debito, anche se quasi vent’anni di svendita del patrimonio pubblico, hanno dimostrato come essa è servita solo a ingrassare la rendita e arricchire i “furbetti”, a scapito della collettività e senza alcun beneficio per il bilancio statale.

NO, NON CI STIAMO

CONTINUEREMO A LOTTARE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI PEZZI DELLA NOSTRA CITTA’, CONTRO LA SVENDITA DEL NOSTRO PATRIMONIO STORICO, CULTURALE E AMBIENTALE.

giovedì 12 luglio 2012

Acquisti che non quadrano !



COMUNICATO STAMPA di Comitato San Salvi chi può - CUB Sanità Firenze - Medicina Democratica Sez. Mirabelli Firenze
 
E' con viva soddisfazione che apprendiamo dalla stampa locale (vedi articoli allegati) che la magistratura sta indagando sulla regolarità di alcune operazioni immobiliari che l'ASL fiorentina ha curato negli anni passati, aspramente criticate da comitati e cittadini. Facciamo riferimento in particolare al tanto discusso acquisto della palazzina all'interno dell'isolato del Ponte di Mezzo, a Firenze, in cui la direzione sanitaria aveva intenzione di internare alcuni pazienti ex psichiatrici trasferiti da San Salvi, e all'acquisto della lussuosa Villa Iris, residenza terapeutico-riabilitativa per pazienti psichiatrici in una zona d'élite, a ridosso del Viale Volta.
Per i dettagli delle operazioni rimandiamo ai nostri precedenti comunicati e agli articoli dei quotidiani, che alleghiamo.
Cittadini, comitati, associazioni, sindacati di base è da anni che denunciano l'allegra e spensierata gestione economica della sanità fiorentina, le discutibili acquisizioni immobiliari, la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, primo fra tutti l'area di San Salvi, lo smantellamento dei presidi sanitari di quartiere, come ad esempio quello di Santa Rosa, ma MAI, sottolineiamo MAI, sono stati ascoltati dagli amministratori locali.
Al di là delle responsabilità personali, sulle quali la magistratura sta indagando, ci sembra ragionevole sollevare dei seri dubbi sulla volontà e sulla efficacia del controllo amministrativo e politico dei responsabili del servizio sanitario e del governo della regione. Anzi, proprio lo scorso mese il direttore generale dell'ASL fiorentina è stato promosso, tra tanti dubbi, dal presidente Rossi ad assessore regionale alla sanità.
Proprio un mese fa ricordavamo a Rossi "che già alcune sue nomine precedenti, quali quelle di coloro che sono indicati come i responsabili del colossale ammanco della sanità di Massa, sono state a dir poco deludenti." Gli auguravamo che non dovesse rimanere deluso anche da questa sua ultima nomina. Invece i fatti odierni confermano ampiamente le nostre valutazioni, non certo campate in aria. Il presidente Rossi in base a quali criteri fa le sue scelte?



Malati in supervilla, l'Asl "Non c'erano alternative"(La Nazione 29 ottobre 2010)Il direttore generale Marroni: "Casa Iris è un investimento, non certo uno spreco".


Acquisti che non quadrano ! (venerdì 22 luglio 2011)


Acquisti che non quadrano !


 


1 – Edificio costruito dalla Quadra s.r.l.
2 – Autocarrozzeria in attività
3 – Edificio acquistato dall’ASL

            Non ci meraviglia che le indagini sull’operato della Quadra si siano concluse con un rinvio a giudizio per 22 persone che dovranno rispondere di accuse pesanti.
            E’ una conclusione annunciata perché accanto all’ex Panificio Militare, dove sono stati messi insieme tanti pezzi che non “quadravano”, molti cittadini e comitati si sono scontrati con la frenetica e molto discutibile attività di questa società che faceva il bello e il cattivo tempo sulle demolizioni di capannoni e vecchie fabbriche, su cui ricostruiva in poco tempo complessi residenziali  enormi senza curarsi delle altezze, delle distanze dagli edifici preesistenti, dell’ eventuale  presenza di spazi verdi e di tutte quelle regole che un comune cittadino è obbligato a rispettare anche se  vuole  solamente modificare una  porta. 
            Ogni spazio su cui la Quadra ha costruito, sulla base di quanto riportato dalla stampa locale,  assomma irregolarità diffuse per di più non notate da chi doveva controllare, fino a che la Procura non ha iniziato a indagare e a procedere alle necessarie acquisizioni.  
            Nessuno, sapendo queste cose, per niente segrete, si azzarderebbe  a comprare un immobile coinvolto in queste vicende. Per questo ci meraviglia molto l’acquisto da parte della ASL di un edificio, ancora in costruzione, al n. 27 di Via del Ponte di Mezzo, in una corte interna in cui sono stati tirati su due fabbricati dall’abbattimento di precedenti capannoni. I progetti iniziali sono stati sequestrati dalla magistratura; nonostante ciò, sono stati ripresentati dalla proprietà e accolti senza battere ciglio da chi avrebbe dovuto per lo meno attendere le conclusioni dell’inchiesta giudiziaria.
            Ce n’è abbastanza per tenersi alla larga da questo ginepraio, ma l’ASL stranamente  non lo fa e acquista l’edificio per circa 4 milioni di euro, secondo noi un milione in più rispetto al prezzo di mercato, con grande soddisfazione del venditore. La struttura  dovrebbe accogliere alcuni pazienti ex psichiatrici trasferiti da San Salvi, ma il luogo appare inidoneo anche al più elementare senso comune: un cortile interno sovraccarico di costruzioni, circondato da alti palazzi, dall’accesso così stretto che i Vigili del fuoco non potrebbero entrare con i loro mezzi in caso di pericolo. Senza parlare dell’Autocarrozzeria ancora in piena attività.
            Come ha fatto l’ASL a definire congruo il prezzo e soprattutto il luogo tenendo conto delle severe e cogenti prescrizioni previste per una residenza sanitaria? Non c’era nessun’altra possibilità? Oppure, quando si spendono i soldi pubblici non si fanno quelle opportune valutazioni che contraddistinguono una gestione oculata e realmente attenta al bene pubblico? Soprattutto poi se i bilanci sono già in rosso e per ripianarli non si pensa ad altra soluzione che a quella ancor più rovinosa di vendere gli immobili di proprietà come quelli del Parco di San Salvi.
            Infine, l’amministrazione comunale, il sindaco Renzi pensa proprio di assecondare gli incauti progetti dell’ASL?
            Ricordiamo che è proprio al comune che spetta il controllo della regolarità delle pratiche edilizie e la definizione, nel rispetto degli interessi della collettività, delle destinazioni d’uso degli immobili.



 



martedì 8 maggio 2012

19 maggio


sabato 21 aprile 2012

NO INCENERITORI SI ALTERNATIVE


lunedì 16 aprile 2012

FERMIAMO I TAGLI AI SERVIZI SANITARI E SOCIALI

Mobilitiamoci con una serie di presidi itineranti
Primo presidio
Sabato 21 aprile 2012 Ore 9-13
Lungarno Santa Rosa 13
Associazione A.Di.N.A. - Comitato San Salvi chi può -
CUB Sanità di Firenze -

Medicina Democratica – Comitato Buonsenso Comune

Leggi il volantino qui

sabato 31 marzo 2012

PRESIDIO DAL 2 APRILE

Segnaliamo

martedì 27 marzo 2012

FERMIAMO I TAGLI AI SERVIZI SANITARI E SOCIALI

Assemblea cittadina
Giovedì 29 marzo - Ore 20.30
Circolo Arci “Andrea del Sarto” S.M.S. - Via Manara, 12 - Firenze

Chiediamo che:
  • non si vendano e non si taglino le strutture
  • si tengano aperti e funzionanti i presidi sanitari
  • non si sprechi il denaro pubblico
  • siano chiari e trasparenti i bilanci
  • non si taglino i contributi
  • chiediamo rispetto per la dignità di ogni persona!

Con sgomento e indignazione assistiamo all'accanimento con cui la ASL 10 colpisce le fasce più deboli della popolazione:
  • procede alla vendita di numerosi immobili, eliminando o spostando i servizi in essi erogati, mentre ne acquista altri in un girotondo insensato e mai trasparente.
  • in quest'ottica prevede di chiudere la RSA Le Civette su cui aveva recentemente investito soldi pubblici.
  • dichiara che questi risparmi servirebbero a coprire i bisogni di altri anziani, ma nel frattempo:
-le quote sanitarie previste non soddisfano le richieste
-si abbattono le liste di attesa attraverso la modifica dei criteri di gravità, facendo “ guarire” di ufficio i malati di Alzheimer o gli anziani non autosufficienti.

Mentre il Governo dei tecnici effettua tagli a pensioni, sanità, servizi sociali, anche la ”illuminata” Regione Toscana attua una riduzione progressiva di servizi alla persona, di cui fanno le spese per primi anziani e disabili e prevede, con la legge finanziaria 2012, l'introduzione della compartecipazione, tramite calcolo ISEE, anche per i servizi sanitari e sociosanitari, colpendo chi è già gravato dai contributi per i servizi sociali.

Il Comune di Firenze ci mette del suo e mentre afferma “un paese civile non taglia sul sociale”, taglia i contributi per le badanti e l'assistenza domiciliare.

Assemblea promossa da:

Associazione A.Di.N.A. - Comitato San Salvi chi può - CUB Sanità di Firenze - Medicina Democratica – Comitato Buonsenso Comune

lunedì 5 marzo 2012

TAV "Alta Voracità"

TAV "Alta Voracità" (Marco Travaglio a Servizio Pubblico 1 marzo 2012)

Alcuni video del Comitato

Firenze città in saldo - Azione contro la svendita del patrimonio pubblico
(20 ottobre 2012)


L'allarme contro la speculazione nel parco fiorentino
(5 giugno 2010)


Manifestazione NO TUNNEL TAV
(28 novembre 2009)


No Piano Strutturale
(4 aprile 2009)


Difesa del Parco di San Salvi a Firenze
(febbraio 2007)

domenica 26 febbraio 2012

Segnaliamo

sabato 18 febbraio 2012

LIBRI - RIVISTE - ARTICOLI

UN PICCOLO ELENCO DI LETTURE CONSIGLIATE

>
M. Preve, F. Sansa -
IL PARTITO DEL CEMENTO
> P. Berdini -
LA CITTA' IN VENDITA
> C. Cellamare -
FARE CITTA'
> L. Offeddu, F. Sansa -
MILANO DA MORIRE
> F. Erbani -
L'ITALIA MALTRATTATA
> M. Lodoli -
ISOLE
> R. Pazzagli -
IL PAESAGGIO DELLA TOSCANA TRA STORIA E TUTELA
> F. Careri -
WALKSCAPES
> F. La Cecla -
CONTRO L'ARCHITETTURA
> I. Illich -
ELOGIO DELLA BICICLETTA
> A. Cederna -
I VANDALI IN CASA
> M. Nussbaum -
LO SCONTRO DENTRO LE CIVILTA'
> S. Brenna -
LA STRANA DISFATTA DELL'URBANISTICA PUBBLICA
> G.Viale
VITA E MORTE DELL'AUTOMOBILE
> PerUnaltracittà
Quaderni di inchiesta urbana
> M.Marzano
Estensione del dominio della manipolazione dall'azienda alla vita privata
> AA.VV.
Consumo di suolo zero
> Sansa,Garibaldi,Preve,Massari
La colata

sabato 11 febbraio 2012

comunicato stampa

LA FINANZA DISTRUTTIVA DI ASL REGIONE E COMUNE

RIDUZIONE DEI SERVIZI

E SVENDITA DEGLI IMMOBILI

La devastante politica di alienazione dei beni pubblici del Comune concorda perfettamente con quella dell’ASL e della Regione. Questi, nella stessa logica liberista, considerano la città come un organismo che può essere smembrato o trasformato, sulla base di una mera valutazione di carattere economico.

Come abbiamo recentemente appreso dalla stampa, si prospetta infatti la svendita massiccia a privati del patrimonio immobiliare sanitario, dall’ ex Ospedale San Giovanni di Dio (già venduto) a parti consistenti del pregiato complesso ex psichiatrico di San Salvi, agli ex sanatori Banti e Luzzi, in uno stillicidio di pezzi importanti di città o dei suoi dintorni, quasi sempre di alto valore storico, culturale e architettonico.

Nessun interesse sociale, nessun ragionamento sull’assetto complessivo e strategico della città, sembra entrare in gioco in queste vendite. Contano solo le regole di mercato, fondate sulla esclusiva convenienza economica - per il privato naturalmente - di acquisire beni ex pubblici per trasformarli secondo criteri di pura redditività.

L’ideologia del contenimento dei conti pubblici copre sistematicamente queste operazioni, legittimandole al di fuori di ogni controllo democratico e partecipativo.

L’imperativo da parte dell’ASL è fare cassa sottacendo le vere cause che hanno determinato i buchi di bilancio, riconducibili non solo ai tagli della sanità bensì, come emerso di recente nonostante la scarsa trasparenza della sua amministrazione, a una mala gestione, a sprechi inaccettabili: vedi le spregiudicate quanto discutibili acquisizioni immobiliari (Villa Iris, edificio al Ponte di Mezzo), gli appalti e convenzioni di servizi ai privati palesemente antieconomici rispetto al loro mantenimento in ambito pubblico, agli stipendi stellari dei dirigenti….(pure la Società della Salute di Firenze è stata collocata all’ultimo posto nella valutazione delle Società della Salute toscane stilata dal S. Anna di Pisa).

A pagare ancora una volta non saranno i responsabili, ma gli incolpevoli utenti dei servizi socio-sanitari e gli operatori del settore. La ASL intende smantellare presidi sanitari di quartiere e strutture, anche quando sono di recente ristrutturazione, perfettamente funzionanti e ritenute di eccellenza dai dirigenti stessi dell’ASL, come è il caso della Rsa “Le Civette”.

Paga e pagherà anche la città depauperata ulteriormente del proprio patrimonio pubblico e sempre più strutturata su misura degli interessi privati, sovente concentrati in un manipolo di operatori finanziari e immobiliari che ne ipotecano ogni futura trasformazione e riqualificazione in senso sociale e ambientale.

Alienare questo patrimonio, in un mercato in crisi come quello attuale che frena le acquisizioni e abbassa i valori immobiliari, di fatto equivale alla sua svendita, a una colossale operazione di trasferimento di risorse al privato, a danno della collettività. Il tutto con il pieno avallo delle stesse istituzioni politiche preposte alla tutela degli interessi generali quali la Regione e il Comune.

Occorre che su tutto ciò la società civile intervenga con una puntuale informazione e mobilitazione contro il progressivo restringimento delle politiche d’intervento pubblico e sociale, come già avviene nel caso della RSA Le Civette. Occorre ampliare la denuncia e le mobilitazioni proprio nel momento in cui è evidente il degrado sociale e ambientale generato dai dettami delle teorie liberiste, per ottenere la capillare diffusione di servizi alla persona e di attività culturali e ricreative, di verde e di luoghi di aggregazione sociale di cui si sente grande la mancanza in una città sempre più mercificata e ridotta ad un conglomerato edilizio senza coesione, storia e anima collettiva.

Va affermata e diffusa una politica che rilanci la pianificazione dei processi di trasformazione, che preservi il patrimonio collettivo, considerando in particolare quello dismesso una grande opportunità strategica di recupero, finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita urbane.

Una politica che abbia (vedi il recente Forum dei Comuni per il bene comune di Napoli) una solida visione della città come bene comune, che ponga al primo posto i problemi e le esigenze della popolazione e consenta ai cittadini di tornare protagonisti del destino della città.